Cominciamo a rivalutare l'arte contemporanea Italiana

artribune

Oggi, in un nuovo orizzonte globale, c’è, addirittura, il rischio che questa definizione possa suonare realistica. Personalmente, non credendo, come ho già detto, nel concetto di stato-nazione, preferisco, però, definire l’Italia come una “espressione culturale”.

C’è una generazione culturalmente italiana che in questi anni ha continuato a lavorare con un impegno titanico, forse, addirittura, incomparabile con il passato, perché lo ha fatto, nell’inaudito silenzio di ogni orizzonte morale e politico in senso alto, disturbata, dall’interno, da un mondo dell’arte modaiolo e nepotista. E questa generazione non si è mai fermata.

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