的特殊材料的一致性特点的画相呼应的詹尼Piva到处 共振非常深刻的歌词。如果他们是各自不同的物理宇宙预测 内心的风景,他画展示,通过一个独特的连接关系的支配, 情感遗弃的灵魂扎根在猜测。我们呼吸的心情,并在一起,香水 一个卓有成效的印象密集性质,在黎明或黄昏拍摄。
Oggi sono pochi i grandi maestri che sono riusciti a colmare questo grande vuoto, il vuoto che separa la pittura informale dalla figurazione. Nelle sue grandi opere c’è un filo conduttore, un pensiero universale, il pensiero del tutto in uno e dell’uno nel tutto. Tutto ciò lo colloca tra i più grandi maestri del nostro tempo.
Al “Carrousel du Louvre”, viene inaugurata l'esposizione del maestro Gianni Piva; qui le sue pittosculture ed i maestosi paesaggi dialogano con lo splendore delle sale e delle architetture di uno dei musei più importanti, accanto alle opere dei più grandi artisti della storia; fatto costruire da Filippo Augusto nel 1190 come castello fortezza il Louvre di Parigi ospita ogni anno milioni di visitatori provenienti da ogni continente.
Di questi luoghi, che il distratto uomo contemporaneo incontra talvolta nelle fantasie della mente, Piva conosce verità e segreti distillati nella loro dimensione ultima. Li partecipa, sottovoce, in una descrizione analitica peraltro estranea al calligrafismo, ricorrendo a grumi di colore, sapientemente articolati nel loro affascinante spessore formale, che suscitano percezioni visive e olfattive di ogni genere.
Nella sua arte non esistono padrini, ne padri putativi. Vi si possono rintracciare echi di informale, di astratto, di action painting, perfino di impressionismo. Ma mai si sfugge alla sensazione che il grande Piva sia un prodotto esclusivo di sé stesso, di un processo maieutico fondato sulla sua capacità di emozionarsi, prima ancora che di osservare. “Il mio lavoro vuole essere un continuo contatto con il creato - spiega Piva - conduco una sorta di ricerca descrittiva, analitica, di tutto ciò che mi circonda, scavando nel particolare, entrando con l’immaginazione attraverso le ali di una farfalla, osservando le meravigliose sfumature di colori di una cellula di selenio, ascoltando la musica di un’onda che si infrange su una spiaggia deserta, cercando il contatto o diretto, fisico, di un campo di grano, di una distesa di prati in fiore, facendo vuoto dentro il mio cuore”...
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Gianni Piva vive la pittura con un animo libero seguendo ogni sensuale variazione psichica che si risolve nelle forme lievitanti nella luce, nei gesti decisi, nella tangibilità materica dei soggetti che riflettono un’autentica energia organica. La sua poetica si fa quindi indagine sul valore intimo delle forze che appartengono alla realtà interna ed esterna delle cose, analisi delle pulsioni che controllano l’emotività e nel contempo l’espressione artistica. Il quadro comunica, stimola sensazioni sempre nuove e profonde.
I titoli delle sue opere -”Galassia”, “Sinergìa”, “Tessuto Organico”, “Gora Konder”, “Sogno d’Inverno”, eccetera- non appaiono semplici assegnazioni di stati d’animo o di descrizioni naturalistiche, ma sono pensieri che dal profondo, da un’osservazione insieme dell’intelletto e della fantasia nell’intimo dell’artista riescono ad emergere come una specie di “nuova creazione”.
Gianni Piva è uno di quegli artisti per i quali vita reale e arte si fondono in un unico precipitato di esistenza, in un dualismo sinergico, indissolubile.
Appare comunque evidente la voluta indeterminatezza progettuale, dove la materia cromatica sembra espandersi e proliferare sul supporto senza premeditazione, e persino senza una precisa consapevolezza, da parte dell’autore, del risultato finale. Questo dato di fatto accomuna certamente Piva alla acation painting americana, dalla quale però si discosta per la solarità, tutta mediterranea, che egli immette nel suo comporre.
Quasi senza che ce ne accorgiamo, l’elemento naturalistico si scioglie, si dissolve: o comunque sfugge nella sua riconoscibilità ai nostri occhi. “Cascata” può anche essere un’impressione di azzurrini glaciali. “Riflessi e abbagli” ci confondono aprendoci nuovi orrizzonti alla fantasia. C’è una “Parete” che può apparire soltanto come un “effetto muffa”; e un’ ”Improvvisazione” fatta di cerchi di luce che si intersecano quasi in chiave cosmica.
È curioso, la prima impressione, di fronte ai quadri di Gianni Piva, è che la natura ci inviti a tuffarci dentro. Tale è il formicolio della vegetazione, tale la presa persin voluttuosa dei fiori, dei campi di grano, degli alberi incredibilmente fioriti, del paesaggio fascinosamente prensile, che si vorrebbe entrare in simbiosi con questo eden ritrovato. Ci attrae, cioè, l’aspetto sensuale e insieme dinamico di una natura che ci appare rigogliosa e vitale, densa di umori, inglobante e avviluppante lo sguardo e i sentimenti.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il mondo narrativo di Gianni Piva non è solo idilliaca osservazione del cosmo. E’ affascinato anche dai contrasti, dalla magmatica e sotterranea energia delle manifestazioni della natura. In certe opere filamenti rossi si accendono come esplosioni di stelle su fondi neri, talvolta squarciati. Il risultato è ciò che si vede e si può toccare sulle sue tele, la cui consistenza rigida, satura di colore, porta ad un’idea di pittoscultura tridimensionale.
Questi i dati formali che emergono dall’espressività di un autore che, con un temperamento energico, fonde mirabilmente le impressioni del vissuto con gli echi che nascono dalla sua interiorità. La pittura unisce le due situazioni, codifi ca le forze vitali che regolano l’esistenza dell’uomo e della natura, libera i profi li mobili dei colori, o meglio della materia, in un contesto che assume profonde connotazioni simboliche.
Il fenomeno viene ricondotto dal pittore alla sua essenza più originaria dove confl uiscono nel contempo le passioni e gli stati d’animo dell’intimo. Il temperamento artistico di Gianni Piva si dipana gradatamente e diventa un mezzo per esprimere in maniera effi cace con screziature, fenditure e masse fl uide la forza comunicativa di ciò che ci circonda insieme a dettagli che imprimono a ogni singolo quadro una autonoma e trasfi gurata bellezza.
Questo dato di fatto accomuna certamente Piva alla acation painting americana, dalla quale però si discosta per la solarità, tutta mediterranea, che egli immette nel suo comporre. Una solarità che è riferibile non solo alle sue scelte cromatiche, ma anche, e soprattutto, alle suggestioni visive che provengono dalla sua capacità di mediare e di partecipare alla vita brulicanzte dell’universo.
Immagini il vento, leggero, accarezzare quei campi di grano, girasoli e papaveri dove, ad un tratto, vorresti essere, e subito ti scopri catapultato dinanzi ad una visione altra nella quale converge l’infinitesimale – ad esempio – della foresta amazzonica. Abbandonato per un attimo qualsiasi appiglio figurativo, Piva, ora, contestualizza in un registro informale l’immagine dipinta.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il fenomeno viene ricondotto dal pittore alla sua essenza più originaria dove confl uiscono nel contempo le passioni e gli stati d’animo dell’intimo. Il temperamento artistico di Gianni Piva si dipana gradatamente e diventa un mezzo per esprimere in maniera effi cace con screziature, fenditure e masse fl uide la forza comunicativa di ciò che ci circonda insieme a dettagli che imprimono a ogni singolo quadro una autonoma e trasfi gurata bellezza.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.
Il percorso gradatamente prende vita. L’autore privilegia il rapporto di contrasto tra toni, gocciolature a dripping di rosso e nero, strappi bianchi con fondi neri o neri su rossi, inserti di luce dati dalla foglia oro su bruni effetto combustione, collages con sacchi di juta e leggere sfumature iridescenti. Lo sguardo dell’osservatore si fi ssa su alcuni particolari, sulle lingue di luce, sulle scaglie di materia, sui frammenti che riformano la grana interna ovvero l’essenza della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua.